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BADLANDS

Non esiste alcun problema creato dalla mente dell'uomo che l'uomo non sappia risolvere

Donna selvaggia donna

(Battisti-Mogol)

Entusiasma anche me

l'entusiasmo che dentro hai.

Ma così non si può: troppo amore oppure l'odio no.

Infantile finché vuoi

ma gentile qualche volta in più se puoi.

Visualizza x

Piace molto anche a me ascoltare la musica

ma se interrompo per te io divento insensibile

È possibile che sia

tutto orribile o bellissimo bambina mia?

Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.

Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei

Molto se vuoi tutto non puoi.

Visualizza y

Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.

Senza trucco tu sei

molto bella e più giovane.

Non discuto però le tue scelte più libere

ma se non indosserò

gli stivali da cowboy disprezzarmi tu non puoi.

Donna selvaggia donna mi piace quasi tutto quello che fai.

Donna selvaggia donna un controsenso affascinante sei

Molto se vuoi tutto non puoi.

Donna selvaggia donna di solo sesso non si vive mai.

Szymczyk

 

Strega si nasce ma si può anche diventare

Streghe Come ognun sa, la credenza delle streghe, fattucchiere, magoni, malocchio filtri e confidenza col diavolo, sussistono ancor oggi, nè si può supporre che siano destinate a sparire.

                                                                                    

 

  Due storie di streghe 


2 streghe

Antonella nacque nella notte tra il 24 e il 25 giugno, l’unica notte dell’anno in cui, secondo una leggenda le streghe escono dai loro nascondigli e filando a cavallo delle scope, con orribili grida, si radunano in luogo segreto. Quella notte (era il 1899) sotto la finestra della camera dove Antonella stava nascendo si raccolsero tredici gatti neri sbucati misteriosamente da un vicino bosco.

strega

Stridevano tanto forte da coprire le urla della partoriente.

Nell’istante in cui la bimba aprì gli occhi, quei gatti tacquero e fuggirono tra le piante mentre la luna, che fino ad allora aveva inondato di luce la campagna, spariva sotto una improvvisa coltre di nubi funeree, e subito esplose un temporale rimasto per anni immemorabile.

La data di nascita (quella notte dell’ultimo anno del secolo), la gazzarra dei gatti neri, la scomparsa della luna, e il fatto che la bimba fosse nata settimina, non parvero fatti stravaganti ai genitori della piccola Antonella.

Certo sua madre, nel corso degli anni, ebbe varie occasioni di chiamarla strega, ma non immaginava che una volta adulta Antonella potesse effettivamente esercitare dei magici poteri.

Dopo i venti anni la ragazza sentì nascere in sè una vocazione piuttosto insolita: si sentì attratta a scrutare il futuro.

Non è tutto: sentì anche di poter domare il futuro altrui, o almeno di apportarvi sensibili modifiche.

Qualcuno che aveva tenuto nota di tutto, le illustrò le strane circostanze della sua nascita.

Antonella che era una diplomata levatrice bella ragazza assai corteggiata, cambiò da un giorno all’altro. Cominciò studi di astrologia e chiromanzia, poi si istruì presso un mago veneto, e infine divenne veggente e pratica di magia:

vale a dire STREGA  FINITA.

Era la sua sorte dice la gente.

Per Mary invece le cose andarono in maniera più cruda.

Mary nacque l’ultima notte di febbraio di un anno bisestile. Era la settima figlia d’una donna che aveva già sei figlie, senza interposizioni di maschi: lacrime rosse come a dire che venne al mondo col marchio del destino.

Consapevole di ciò, la madre, una mite contadina ossequiente a tutte le leggi (religiose civili e popolari)  durante la settima gravidanza non fece altro che pregare, sperando che nascesse maschio.

La nascita di Mary fu salutata dalle scene di disperazione del parentado. Da li a poche settimane , la madre morì, consumata da un male incurabile e da quella irrimediabile pena; il padre lasciò subito il paese con le altre figlie, abbandonando la neonata alla sua terribile sorte.

Nessuno volle prendersi cura di lei; i parenti la rinnegarono.

Fu raccolta e allevata dal prete, il quale, purtroppo morì quando Mary era ancora adolescente.

sortilegi

Allora certe comari le svelarono la verità

e quindi la affidarono ad una maga.

Quando Mary ritornò era ormai

                                         

   MAESTRA

                           DI

                                         SORTILEGI

                                                                                        szymczyk

Tre tipi di donne

 

Le donne, non sono tutte uguali, e ognuna ha un modo proprio di vivere la sessualità. Tuttavia ci sono alcune cose e situazioni che piacciono a molte di loro.image

Tre tipi di donna

Le trasgressive :

Sono quelle che vivono il rapporto in modo un po’ sfrenato, quelle disinibite, le donne che hanno molta iniziativa e amano sedurre, legare, dominare. Amano sperimentare nuove situazioni, e giochi erotici.

Attenti però…non tutte sono così!!

Le tradizionaliste :

Molte donne, un po’ per preconcetti culturali, religiosi e incapacità a lasciarsi andare totalmente, appartengono a questa categoria. Miss Nobody Solitamente prima di arrivare al dessert vogliono gustare anche le altre portate, e quindi amano essere coccolate, portate a cena, sentirsi al centro dell’attenzione e dopo essere spogliate pian piano, e arrivare al dunque lentamente.

Le appartenenti a questa categoria, se riescono a metterci un tocco personale..sono forse le preferite dagli uomini

Le narcisiste :

Sono le donne che odiano spettinarsi, strapparsi i vestiti brutalmente, il trucco che cola e ogni due minuti si devono specchiare.Grotesque

Sono il tipo bambolina, molto carine, perfettine, ma a letto una gran noia

Quelle del vorrei ma non posso perché ne va della loro immagine

Lotta                                      Szymczyk

L’amante del presidente

Gli Psichiatri dicono che è prova di frustrazione, e allora dico che sono un po’ frustrato tram anch’io, perchè fin da liceale mi capitava in tram, quando si era quasi al capolinea e restava poca gente, di pensare:

ecco, adesso mettiamo che tutto il mondo esterno finisca e che rimanga solo questo tram con la gente che c’è dentro, e che ci sia il problema di salvare la specie umana dall’estinzione e stabilivo gli accoppiamenti: il calvo con la piccolotta in azzurro, il bigliettaio con la grassona, eccetera, e per me sceglievo naturalmente la migliore. In seguito, conversando con amici in rari abbandoni di sincerità introspettiva, ho scoperto che tutti, almeno una volta, hanno giocato su fantasie solitarie del genere. Vuol dire che i frustrati sono molti. Notare che io non ho mai avuto apparentemente complessi o inibizioni e che solo il buon gusto m’impedisce di sottolineare quanto piaccio alle donne.

Ero stanco e non avevo voglia di leggere, e il rullio del treno che a certi concilia il sonno, m’impediva di rilassarmi. Così osservavo gli altri: il più giovane doveva avere trent’anni e il più vecchio meno di quaranta. Chissà perchè avevano scelto anche loro il treno per un viaggio così lungo, quando è noto che negli Stati Uniti il mezzo di trasporto più sicuro e comodo è l’aereo.

Io avevo smaltito da poche ore la traversata Roma-New York, ero stanco di cielo, e poi, se si vuol conoscere in fretta un paese straniero la ferrovia ti permette di attraversarlo vedendo le campagne, le case, le fattorie, i contadini.

Per arrivare a Chicago mancavano sei ore. Cominciavo a pentirmi di non aver preso l’aereo. Mi annoiavo e si annoiavano anche gli altri quattro occupanti dello scompartimento, un tedesco Ludwig, e i tre americani Fredric, Richard e Harris. Il tentativo di conversazione fatto da uno di loro si spense in meno di un chilometro.

Non ricordo la fermata dove salì lei.

Passò davanti al nostro scompartimento. Tutti e cinque guardammo con ammirazione il suo corpo meraviglioso. Lei passò oltre. Dopo alcuni minuti, la visione ricomparve. Ci scrutò e proseguì. Era stanca. Ritornò quasi subito, entrò nel nostro scompartimento e si diresse verso l’unico posto libero. Era un sedile di centro.Cecile

<< preferisce il finestrino?>> domandai alzandomi. Lei mi osservò sorridendo appena. Grazie, disse, e accettò. Aveva una valigia piccola, la presi e la posai sulla reticella.

Descriverla? Dalle parole scritte potrebbe uscire l’immagine di una pin-up: bruna, slanciata, misure giuste al millimetro; ma era molto più di una pin-up.

L’atmosfera di ristagno svanì dallo scompartimento. Ora la conversazione sarebbe stata interessante, ma io avevo già fatto il primo passo col posto ceduto e non toccava a me adesso attaccare discorso: abbiamo già la fama di pappagalli.

Per fortuna le rivolse la parola uno dei tre americani: <<Sa che lei – disse – mi ricorda un personaggio di Proust? >> e il tedesco: << a me ricorda Marylin >>.

Fu lei a sgelare l’ambiente: << Visto che dobbiamo stare insieme a lungo, facciamo le presentazioni; io mi chiamo Cecile e se loro permettono chiudo lo scompartimento >> e spruzzò un insetticida dicendo di essere un pò maniaca. Era una cosa strana pensai, comunque Cecile ripose lo spruzzatore in valigia , guardò l’orologio e disse: << ecco ora possiamo parlare:

io – annunciò seria - ero l’amante del presidente degli Stati Uniti >>.

 

Cristo una matta. In cinque guardammo la maniglia dell’allarme.

In questi casi come si fa? Si può fermare il convoglio e poi spiegare al capotreno:<< la signora è matta? >>, ma poi pensammo che fosse una matta innocua e magari divertente.

 

L’imprevedibile Ludwig le domandò: << e perchè lo ha lasciato? >>

Cecile nascose in un sorriso il balenio di uno sguardo furioso e fece un visibile sforzo per rispondere con soavità:

<< è stato lui a piantarmi, ma adesso è morto >>.

Ancora cinque sguardi simultanei alla maniglia dell’allarme. Se fermi il treno per un pazzo pericoloso, nessuno può trovare da ridire.

 

Con soavità stavolta non forzata, Cecile ci ammonì: << è inutile suonare l’allarme, non verrebbe nessuno

...insomma volete ascoltarmi? >>.

Armata non era, però la sostanza di cui aveva spruzzato lo scompartimento poteva essere venefica. Vero che in questo caso sarebbe morta anche lei, ma dai matti ci si può aspettare di tutto.

Stavo per tirare la maniglia, quando Cecile ripetè

<< ho detto, volete ascoltarmi? >>

<< Prego – disse cavalleresco Richard – ci stava dicendo della morte del presidente. Un incidente? >>.

Cecile sorrise sarcastica e aspra, si sistemò una ciocca di capelli e disse: << non è stato un incidente, L'HO UCCISO IO 

...perchè una donna abbandonata si vendica. Morte per il presidente degli Stati Uniti e morte per tutti gli altri abitanti della terra ad esclusione di voi cinque.

Vi è andata bene >>.

Proprio tutta pazza, pazza irrimediabilmente. Peccato: una donna così bella condannata a finire i suoi giorni in un manicomio. Forse anzi era un’evasa. Alla prossima stazione avremmo trovato la polizia, l’avrebbero acciuffata.

 

<< e perchè proprio noi cinque avremmo avuto il privilegio della salvezza? >> domandò serio il Richard.

<< Perchè siete uomini e tutti giovani e belli, ho esaminato altri scompartimenti prima di entrare qui e i campioni di umanità che mi interessano sono qui. Soddisfatti? >>

<< voi pensate che io sia pazza >>. Si accese una sigaretta verde. Non ne avevo mai viste, << vi racconterò tutto da principio – disse – e getto uno sguardo all’orologio – il piano è scattato. Distendetevi.

 

<< Ho trent’anni. Sono diventata l’amica di Leddy (era il nomignolo che gli davo soltanto io) quando ancora non era nemmeno vicepresidente. Non che lo trovassi bello o interessante: per me era vecchio. Ma io sono una donna ambiziosa, la più ambiziosa che sia mai esistita dopo Eva. Volevo salire. E’ impossibile per una commessa graziosa ma senza appoggi, accalappiare l’uomo che abbia già raggiunto il gradino massimo di potenza, occorrono fiuto e fortuna e io ho avuto l’uno e l’altra.

 

Pensai una mitomane

 

….certo – riprese – Quanto più Leddy saliva tanto più dovevo tenermi all’ombra. Guai se si fosse profilato lo scandalo, se c’è qualcuna che deve essere immune dai sospetti ancor più della moglie di Cesare , questa è l’amante di Cesare >>.

 

Aveva anche un’infarinatura di classicismo la nostra Cecile.

 

<< Intendiamoci sono ambiziosissima, ma dopo le elezioni di Leddy alla presidenza, mi sarei accontentata del mio ruolo, se non fosse intervenuta la faccenda dell’ARMA SEGRETA >>.

 

Volevo ben dire: nei racconti dei mitomani c’è sempre un’arma segreta.

 

<< La bomba atomica? >> domandò Ludwig

<< No, quella non è più segreta da un pezzo, non fu facile neanche per me  scoprire in cosa consisteva quest’arma totale. Leddy, che nei momenti “nostri” mi diceva tutto, cambiava discorso se toccavo quest’argomento

...non sono cose per te, Fragolina mia, ne rimarresti troppo impressionata… mi chiamava sempre Fragolina >>.

Il racconto di questa meravigliosa matta era molto più di un surrogato di romanzo, l’elemento giallo si mischiava a quello piccante con sobrietà di vera scrittrice, e così l’allarme e le paure di poco prima ora mi apparivano ridicole.

Il racconto aveva subito un’interruzione perchè Ludwig alla parola “Fragolina” aveva ridacchiato e Cecile visibilmente seccata << Voi europei avete sempre il riso facile, vero? >>.

Tentai con garbo di respingere la generalizzazione continentale, ma Richard mi interruppe: << per favore signori, lasciamo che la signorina prosegua il suo racconto >>.

Di nuovo serafica Cecile riprese: << Preferite che venga subito al dunque o che vi spieghi come venni a conoscenza del piano ZETA? >>

Ci spieghi disse Harris

<< Allora devo raccontarvi di Peter – non chiedetemi il cognome - .

Peter era un altissimo esponente della C.I.A. la conoscete vero?

Certo – disse Fredric – è l’organizzazione americana del controspionaggio

Ludwig aggiunse: e dello spionaggio.

Lo spionaggio del proprio governo si chiama sempre controspionaggio, feci io conciliante.

<< Mi fu facile convincerlo che venendo a letto con me non avrebbe tradito il presidente, era uno dei cinque personaggi al corrente del piano ZETA, oltre a Leddy naturalmente, e furbescamente facendo finta di conoscere il piano gli chiesi se il piano era pericoloso, vantando una (inventata) preoccupazione del presidente >>

Chiamandomi Fragolina anche lui (glielo avevo suggerito io) mi disse:

 << ma è solo un piano di estrema emergenza, e se con una massiccia serie di bombardamenti riusciamo ad evitare la guerra, non ci sarà bisogno di ricorrere al piano ZETA.

Vedi – aggiunsi – << Leddy me lo ha spiegato, ma con tanti termini scientifici e complicati e non ho avuto il coraggio di dire che non avevo capito, con te è diverso, tu sei il mio Pit.

Matta ma mica scema pensai

E come reagì Peter? domandò Richard fingendo di prenderla sul serio

<< Non poteva che reagire come avevo previsto io: << Lo so Fragolina, Leddy ha la mania delle parole difficili, comunque si tratta del gas OMEGA, un gas volatile >>

Rivolgendosi a noi, Cecile, si limitò a dire che quel gas volatilizzante, uccide e riduce i corpi in molecole infinitesimali, necessario questo, per evitare il contagio dei superstiti.

 Non si spiegava, ma tutt’e cinque dicemmo di si.

 

<< No, fece lei, contrariata per quell’assenso prematuro, è impossibile che abbiate capito se ancora non sapete in cosa consisteva il piano >> Gas_O_

Poi ci illustrò il piano ZETA come glielo aveva detto Peter che consisteva nell’immissione del gas OMEGA nell’atmosfera nel caso di guerra nucleare, dove si sa non si salva nessuno dei contendenti, e allora con un grande atto di responsabilità si sarebbe abbassata la leva  del gas azzerando tutta l’umanità.

Naturalmente, continuò, il governo ha già costruito un grande rifugio dove radunare tutti i dirigenti e più di duecento coppie di sposi selezionate con il compito di ripopolare il mondo: tutti bianchi e ariani, per evitare futuri problemi razziali.

Ormai il racconto rasentava il grottesco, la presunta pazzia era diventata troppo vistosa e irritante…. Harris diede un’altra occhiata alla maniglia dell’allarme, gli feci segno di no.

<< Vi sto annoiando? >>, ci disse quasi aggredendoci

Tutt’altro rispose Richard, ma ci dica, << con quale criterio saranno scelte le persone da salvare? O la scelta è già avvenuta? >>.

La donna ridiventò amabile:

<< Lei Richard, ha messo il dito nella piaga: I CRITERI DI SELEZIONE.

Inutile che vi stia a raccontare di come riuscii ad impossessarmi di una copia del documento segreto B-42.ZETA: l’elenco delle duemila persone destinate a trovar posto nel rifugio. Soltando leggendolo apersi gli occhi sulle intenzioni di Leddy e compresi che aveva deciso di piantarmi.

Una sera gliene mostrai una copia e lui:

<< ma tu capisci Fragolina mia, che nella mia posizione… ma ti assicuro che quando arriverà il momento ti farò passare, non potevo inserirti nell’elenco ufficiale, cosa avrebbe detto il cardinale? Passerai con un permesso speciale, che vuoi che lasci qui il corpo meraviglioso della mia Fragolina a  volatilizzarsi? >>.

Insistetti per essere inclusa, ma lui ripetè di no. Avevo capito che Leddy era stanco di me e non mi avrebbe mai salvata, ma l’ho battuto sul tempo e ho abbassato io la leva del piano ZETA.

 

Fredric si lasciò sfuggire un sogghigno: << e così – disse in tono sfottitorio – siamo stati tutti uccisi dal gas OMEGA? >>.

 

Ma Cecile non si arrabbiò: <<Tutti – disse gentile – fuorchè noi sei.

Perchè mezzora prima delle 13 ho spruzzato nel nostro scompartimento il gas anti-OMEGA, se ancora siete convinti che io sia una mitomane, guardate fuori dal finestrino,

vedete che le strade sono deserte e nelle campagne non c’è un solo contadino? >>

 

Era vero, osservammo per alcuni istanti e non si scorgeva anima viva. Ma – io dissi – sono le tre e con questo sole stanno facendo tutti la pennichella.

<< se questa prova non basta a convincervi, disse Cecile, andate a vedere negli altri scompartimenti e vedrete che non è rimasto un solo viaggiatore e per evitare inconvenienti ai duemila superstiti che iniziano la loro nuova vita, il piano prevedeva l'automazione di molte macchine primarie, come questo treno che ora sta viaggiando senza conducente.

Gli ultimi 10 minuti del viaggio trascorsero in un silenzio nervoso.

Avrei consegnato la pazza agli infermieri e poi in albergo, tra persone normali. Eppure ormai sapevo di mentire a me stesso, sapevo che la stazione di Chicago fosse stata deserta, e nessuno di noi fu stupito quando scendemmo e non trovammo nessuno nè in stazione nè in città.

Pensai ai miei familiari uccisi dal gas OMEGA,

quando mi resi conto di quello che Cecile aveva fatto provai un impulso di odio, ma lo vinsi. Se non fosse stata lei a premere la leva del piano ZETA , prima o poi sarebbero stati gli altri.

Ci sedemmo sulla panchina di un giardino, in mezzo a tricicli abbandonati e palloni e due carrozzine con delle bambole dentro.

Fu naturalmente Cecile a toglierci dalle nostre malinconie:

<< Bene , adesso potete chiamarmi EVA! >> disse ridendo, e Richard stando al gioco:<< e chi fa la parte di Adamo? >>

<< ma tutti, diamine >> esclamò lei.

Ludwig impostò il discorso in chiave di eugenetica. Discorso noioso, ma in effetti l’importante era garantire la sopravvivenza della specie, e con la disponibilità di una donna sola, sia pur giovane, la sicurezza matematica non c’era. Bisognava dare il maggior numero di figlie a Cecile, organizzandoci in una poliandria civile, in modo che si conoscesse con sicurezza la paternità di ciascuna femmina.

Questo per evitare commistioni dannose alla specie, spiegò Ludwig.

Facemmo un calcolo approssimativo di quanto sarebbe potuta durare negli anni l’attività sessuale di ciascuno di noi, scherzammo, volarono battute sulle quali Cecile sorrise.

Nello spazio di un’ora era passata dal ruolo di pazza mitomane a quello di moglie collettiva.

Ora Fredric sfornava barzellette di gusto goliardico.

 

Fu interrotto: Harris

<< Mani in alto >> disse Harris puntando una pistola su Cecile.

Notai solo allora che Harris non aveva quasi mai partecipato ai nostri discorsi.

Parlò adesso:

<< Sono un agente della C.I.A – e mostrò il tesserino – Questa donna ha tradito  la patria >>.

Il proiettile colpì Cecile al cuore.

           << Harris – disse Richard – sei un cretino >>.

                                                                           Szymczyk

Dove crescono le rose selvatiche

                 They call me The Wild Rose

                                                            Mi chiamano Rosa Selvatica

                                         But my name was Elisa Day

                                                                                                 ma il mio nome era Elisa Day

                                                                 Why they call me it I do not know

                                                                                              perché mi chiamano così, io non lo so

                                                                   For my name was Elisa Day

                                                                                                   in quanto il mio nome era Elisa Day

              From the first day I saw her I knew she was the one

                                                                            Dal primo giorno che l'ho vista ho capito che era lei

                                                                      She stared in my eyes and smiled

                                                                        lei mi fissò negli occhi e sorrise

                                                                   For her lips were the colour of the roses

                                           perché le sue labbra erano del colore delle rose

                                 That grew down the river, all bloody and wild

                                                           che crescono lungo il fiume, colore di sangue e follia

    When he knocked on my door and entered the room

                                    Quando lui ha bussato alla mia porta ed è entrato nella stanza

  My trembling subsided in his sure embrace                                               

 il mio tremore si è fermato nel suo abbraccio sicuro

He would be my first man, and with a careful hand

  lui sarebbe stato il mio primo uomo, e avrebbe avuto una mano gentile                                                              

 He wiped at the tears that ran down my face

                                                                     pulì le lacrime che scorrevano sul mio viso

On the second day I brought her a flower

                               

                                                                                                              

Il secondo giorno le portai un fiore

                                          She was more beautiful than any woman I'd seen

                                                                        lei era più bella di ogni donna che avessi mai visto

                                  I said, "Do you know where the wild roses grow

                                                                               dissi "Sai dove le rose selvatiche crescono

                                                        So sweet and scarlet and free?"

                                                                                           così scarlatte, dolci e libere?"

                        On the second day he came with a single red rose

                                                              Il secondo giorno lui arrivò con una rosa rossa,

                       Said: "Will you give me your loss and your sorrow"

                                                                 disse "Darai a me la tua sconfitta e il tuo dolore"

                                         I nodded my head, as I lay on the bed

                                                             Io accennai col capo, mentre ero sdraiata sul letto

                 He said, "If I show you the roses, will you follow?"

                                                                 Lui disse "Se ti mostro le rose, tu mi seguirai?"

                                            On the third day he took me to the river

                                                                           Il terzo giorno lui mi portò al fiume

                                           He showed me the roses and we kissed

                                                                         mi mostrò le rose e ci baciammo

                                          And the last thing I heard was a muttered word

                                                             e l'ultima cosa che io udii fu una parola sussurrata

             As he knelt (stood smiling) above me with a rock in his fist

     mentre si inginocchiava su di me (rimanendo sorridente), con una pietra nel suo pugno

               On the last day I took her where the wild roses grow

                                                             L'ultimo giorno la portai dove crescono le rose selvatiche

                   And she lay on the bank, the wind light as a thief

                                                               e lei si distese sull'argine, il vento leggero come un ladro

                   And I kissed her goodbye, said, "All beauty must die"

                   e la baciai nel momento dell'addio, le dissi "Tutte le cose belle devono morire"

                       And lent down and planted a rose between her teeth

                                              e lasciai scendere (la mano) e misi una rosa tra i suoi denti

                                                                                      Szymczyk

 
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"Canzona di Bacco," by Lorenzo de' Medici Quant'è bella giovinezza che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza. Quest'è Bacco e Arianna belli, e l'un dell'altro ardenti: perché 'I tempo fugge e 'nganna, sempre insieme stan contenti. Queste ninfe e altre genti sono allegre tuttavia. Chi vuol esser lieto sia: del doman non c'è certezza. Questi lieti satiretti delle ninfe innamorati per caverne e per boschetti han lor posto cento agguati: or da Bacco ' riscaldati, ballon, salton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: del doman non c'è certezza. Queste ninfe anche hanno caro da lor essere ingannate: non può far a Amor riparo se non gente rozze e 'ngrate. Ora insieme mescolate suonan, canton tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza. Questa soma che vien drieto sopra l'asino, è Sileno: così vecchio è ebbro e lieto, già di carne e d'anni pieno: se non può star zitto, almeno ride e gode tuttavia. Chi vuol essere lieto, sia: del doman non c'è certezza. Mida vien drieto a costoro: ciò che tocca, oro diventa. E che giova aver tesoro, s'altri poi non si contenta? Che dolcezza vuoi che senta chi ha sete tuttavia? Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza. Ciascun apra ben gli orecchi: di doman nessun si paschi: oggi siàn, giovani e vecchi, lieti ognun, femmine e maschi: ogni tristo pensiero caschi; facciam festa tuttavia. Chi vuol esser lieto, sia: di doman non c'è certezza.

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Francesca .wrote:
 
Con affetto e un baciotto sulla guancia.....
 
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1 day ago
Buon pomeriggio
 
3 days ago
Francesca .wrote:
Buon giorno e felice inizio settimana, all'insegna del sole e del buon umore....speriamo......Un abbraccio affettuoso, Francesca
 
May 11
Buon ponte del primo maggio
Apr. 30
 Serena Pasqua a te. Un abbraccio grande.
Laura
Apr. 11